Obama fa scrivere i suoi discorsi a Ben Rhodes, 27 anni. Qual è la risposta del giornalismo al ringiovanimento della politica? E al mutare dell'economia in finanza? Quali nuovi schemi mette in campo l'informazione per stare al passo coi tempi e magari per anticiparli? Come comprendere, pur nel rispetto della tradizione e dei maestri, le innovazioni che ci attendono? Luca De Biase, responsabile di Nòva, ha scritto un articolo sull'argomento. Secondo lui «i grandi fatturati arriveranno dall'accorta gestione della piattaforma che dovrà essere ricongegnata in modo da presentarsi come un luogo nel quale per il pubblico è piacevole andare per informarsi e partecipare, dove trovare offerte editoriali di valore da comprare, dove informarsi anche per quanto riguarda opportunità commerciali convenienti o esclusive. Insomma, si tratta di innovare. Con forza. Si innova solo se ci si crede... Spesso in Italia i giornali sono sopravvissuti attraverso varie forme di accordo di potere. E certamente sapranno farsi valere anche in questa circostanza. Ma se vogliono ritrovare anche un rapporto costruttivo con il pubblico devono necessariamente porsi domande su come il pubblico evolve e quali esigenze manifesta. Il test fondamentale è quello del mondo giovanile. Se i ragazzi non comprano quasi più musica su cd e tendono a non comprare i giornali di carta, mentre accettano di pagare per andare ai concerti e passano molto tempo sui social network, trovando il modo di informarsi e di vivere la cultura della loro epoca, questo significa qualcosa che va tenuto presente. Redazioni giornalistiche che non assumano più giovani, non possono stupirsi se i giovani non le sentono parte della loro vita. Ed editori che non si pongano in ascolto delle esigenze dei ragazzi sono destinati a perdere progressivamente quote di mercato». Sempre De Biase, intervenendo ad un convegno all'Università degli Studi di Milano qualche settimana fa, ha domandato alla platea: «Non sarà che l'età media avanzata delle redazioni c'entri qualcosa col mancato rinnovamento dei giornali?». Tra l'altro De Biase racconterà probabilmente la sua esperienza nella lezione principale, con quella del fondatore di Pro Publica Paul Steiger, dell'International Journalism Festival a fine aprile a Perugia.
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