La
discussione tra Michele Santoro e Marco Travaglio sui contenuti di Annozero
marca il cambiamento in atto nella trasmissione di Rai 2. Da alcune puntate è
infatti evidente come alcuni giornalisti di Libero
e de il Giornale siano diventati
ospiti fissi in studio. Un’operazione probabilmente motivata dal voler garantire
sempre una presenza filoberlusconiana, ma anche dal tentativo degli autori di
allargare il pubblico del programma e portare i contenuti di Annozero ad un’audience
inedita. Santoro è evidentemente consapevole dei cambiamenti imminenti nel centrodestra italiano e vuole in qualche modo coinvolgere quell'elettorato nel racconto di tali dinamiche. Per farlo, ha bisogno anche di personaggi in studio accreditati presso quel pubblico. Con la sua posizione legittima, Travaglio si è messo in mezzo a questo nuovo
meccanismo e la divergenza di idee con Santoro, prima appena percettibile, ora è emersa con fragore. Gli risponde, per esempio in uno dei passaggi più duri perché contestuali rispetto alla discussione di
merito, il conduttore su Il Fatto: «Se
la televisione è perfino peggiorata non è solo colpa di Berlusconi e dei suoi
trombettieri ma di chi avrebbe dovuto contrastarlo e non lo ha contrastato e
anche di quelli che scelgono di battersi pensando di essere gli unici a farlo
con coerenza. Cavalieri senza macchia e senza paura che vogliono segnare a
tutti i costi una differenza dal resto del mondo, che mettono la loro purezza e
il senso dell'onore prima della libertà: la legge e le regole prima della
libertà, la verità prima della libertà. Mentre leggi e sentenze sono solo lo
strumento essenziale per l'ordinato funzionamento della società».
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