Sergio
Romano ha vinto il premio E’ giornalismo, fondato 15 anni fa dall’imprenditore
Giancarlo Aneri con Bocca, Biagi e Montanelli, questi ultimi due sostituiti dopo
la scomparsa da Maltese, Riotta e Stella. Vanity Fair ha partecipato ad un pranzo
sull’argomento: «A sentire “il Bocca”, come lo chiama affettuosamente la moglie
Silvia, “non è che ci fosse molta scelta, a meno di premiare delle scamorze. O
Romano, o Romano. Perché, in un giornalismo decaduto, un giornalista vero è
diventato una rarità. E lui è di gran lunga il migliore: un giornalista
indipendente, onesto e bravo”…
A un certo punto, davanti a un piatto di
ravioli di ricotta e spinaci e a una bottiglia di vino rosso (per Bocca, “l'unica
cosa veramente buona che esiste al mondo”), l'ambasciatore Romano,
garbatamente, la butta lì: “Arrivando, dicevo che conosco le sue idee, ho letto
i suoi libri. E vorrei dirle che lei è disperato. Come Piero Ottone. Non è il
Paese che volevate e ora siete disperati”. Bocca: “Perché sembrava che l'Italia
potesse diventare una vera nazione. E invece ci ritroviamo senza più nemmeno
una pubblica opinione. Leggi i giornali ed è un continuo bordello”. Romano: “Io ho sempre avuto meno speranze. Dall'estero,
la fragilità del sistema politico e della società italiana è sempre stata
chiara. Basta cambiare punto di osservazione. L'Italia era bellissima, vista da
Mosca”…
Bocca: “Stamattina leggevo del nuovo consiglio
d'amministrazione del Corriere: ci sono tutti i grandi capitalisti italiani...”.
Romano: “Almeno sono tanti. Come dicono le premurose madri americane alle loro
figlie: meglio uscire con due ragazzi che con uno. È questo il vantaggio del
Corriere: siamo una fidanzata con 8-10 ragazzi”…
Bocca si lamenta. Non per il fumo, ma perché
stamattina gli è arrivato “un altro libro di Marco Travaglio”. E lui si è “seccato.
Beh, basta: non puoi fare un libro ogni 5 giorni. C'è troppa ingordigia”. Romano:
“La popolarità è una droga. E poi, in Italia, troppi giornalisti vogliono
essere anche letterati”. Bocca: “Tutti i giornali, in generale, sono molto
peggiorati. A Repubblica, per esempio, nessuno corregge più niente. E guarda
anche questo nuovo quotidiano, Il Fatto: aveva una grande occasione, un po'
come Repubblica degli anni d'oro. E invece è tutta poltiglia: ha sposato il
pettegolezzo e l'ha fatto diventare giornalismo”».
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