Design
week più di Salone del mobile definisce questa settimana cominciata di martedì
che fa venir voglia di cantare alla Giorgio Gaber «Che stai a fare in campagna?
Se vuoi farti una vita devi venire in città. Com’è bella la città! Com’è grande
la città! Com’è viva la città! Piena di strade e di negozi e di vetrine piene
di luce, con tante ganta che lavora, con tanta gente che produce». Anche il bar
più insulso ieri aveva dieci persone davanti, ogni evento è stato un successo e
non si fa che parlare dei prossimi. Dalle periferie alle vie solitamente della moda (nella foto lo speciale allestimento di via Montenapoleone) è partito il contagio. Gli abitanti di Milano, di solito restii
alla partecipazione, camminano per le strade e popolano le piazze. Quasi come
quando l’Italia vinse i Mondiali. C’è un’aria da nazione questa settimana.
Perché più che l'ammirazione degli oggetti di design, senz’altro interessanti, più che l’arrivo
dell’estate, si sente in giro l’entusiasmo attraente di un movimento d’insieme.
E’ un’armonia generale, un sentimento comune. E i mobili solo un pretesto.
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