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L’accordo mondiale che serve per uscire dalla crisi

Ci
vorranno anni e chissà quanti incontri dei grandi del mondo, ma serve un
accordo mondiale per uscire dalla crisi. Non solo quella economica ma
soprattutto quella politica, che in fondo genera la prima e la allunga. E’ difficile
uscire dalla crisi oggi perché mancano grandi decisioni.
In
un presente di internazionalizzazione incontrollata e di rapporti finanziari
intrecciati non è facile ristabilire un ordine. Pensiamo per esempio al
condizionamento del pareggio di bilancio ravvicinato per l’Italia, che se
mancato espone il paese alla speculazione. E a tal proposito ricordiamo anche l’utilità
di un futuro organismo sovranazionale per organizzare gli eventuali aiuti
europei così che non sia solo la Germania a decidere sul futuro dei paesi in
difficoltà ma un collettivo. Oppure riflettiamo sulla difficile distribuzione
delle risorse e del reddito, sugli stipendi dei manager ancora, sulle tasse delle
transazioni finanziarie. Tutti argomenti inaffrontabili da un singolo stato. L’intera
Europa pare inerme davanti a simili temi.
La
speranza viene allora dal voto statunitense. Obama se vince è chiamato a
rifarsi sull’argomento. Fino ad ora ha decisamente fallito. Non ha ridiviso le
banche d’affari da quelle normali dopo l’abolizione clintoniana del
Glass-Steagall act, men che meno ha posto tetti agli stipendi, né ha promosso
la Tobin tax. Ora potrebbe ripartire proprio da quest’ultima. Ma serve appunto
un vertice mondiale perché le tasse sulla finanza divise per area geografica
mica funzionano. Altro tema che dovrebbe imporre a livello internazionale Obama
è quello dei paradisi fiscali, che angosciano pure gli Stati Uniti.
Il
problema è che il percorso di simili riforme è lento. Parte dell’equilibrio di
potenza statunitense e pure europeo si basa ormai sulla finanza. Paesi tutto
sommato forti non hanno dunque interesse a mettersi troppo in discussione. E d’altra
parte nuove realtà come la Cina o il Brasile sanno che rimandando queste
riforme potranno magari gestirle maggiormente da protagonisti tra qualche anno.
Ecco un altro motivo dello stallo. Non è dunque troppo pessimistico essere
scettici sui prossimi G20. Il sistema finanziario è destinato a restare uno dei
problemi più grandi al mondo insieme alla guerre. Le future miss potrebbero
imparare a parlare anche di questo quando viene domandato loro cosa desiderano di
più oltre alla pace nel mondo.

twitter @rigatells