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Renzi, Vendola e il ruolo dell'outsider

Nel centrosinistra hanno fatto i conti senza il terzo incomodo e ‘mo so cavoli, si potrebbe scherzare! In pista per Palazzo Chigi c'è da tempo Bersani, si è aggiunto Renzi e ora si schiera pure Vendola, che dopo aver chiarito di essere l'unico vero liberal pro omosessuali, annuncia una campagna elettorale francescana, nonché la volontà di rottamare i modelli culturali cui aderisce il sindaco di Firenze. Un notevole ingresso nell'arena, strabordante identità politica.
Regole delle primarie a parte, è scontato da mesi che sia Bersani a avere la meglio. Negli ultimi tempi però il sindaco di Firenze è riuscito a mettere in crisi questa certezza. Ora con l'attacco di Vendola il messaggio dello sfidante fiorentino viene depotenziato e se la vittoria di Bersani magari sarà di misura (al primo turno, perché le nuove regole ne inventano un secondo poi...), sarà almeno ideologicamente più chiara.
In una simile competizione infatti ci può essere uno che gioca a fare l’outsider, ma quando sono due alla fine emerge il candidato più serio.  E indubbiamente nel centrosinistra l’uomo con le spalle più larghe per governare è Bersani. Non dimentichiamo infatti che si deve decidere il candidato della coaliazione alla presidenza del Consiglio. L’uomo che se poi vincerà le elezioni dovrà discutere coi capi di governo del mondo. Renzi fin adesso ha avuto buon gioco nel contrapporsi a Bersani, ma la presenza di Vendola nella sfida è destinata ad appannare l'immagine del sindaco.
Sulle primarie cala la vecchia morale: se la tua strategia si basa soprattutto sul mostrarti come il più puro, attenzione perché può sempre arrivare uno più puro a fregarti. Il disinteresse, l'onestà, il rinnovamento sono prerequisiti indiscutibili di ogni attività pubblica, ma non sono temi di identità politica di nessuna parte o di alcun candidato. Più l'Italia cambia e più questo diventerà evidente. La maggiore differenza tra destra e sinistra non può essere l'onestà, dev'essere la predisposizione a attuare politiche liberiste o socialiste, conservative o progressiste.

Commenti

"La maggiore differenza tra destra e sinistra non può essere l'onestà, dev'essere la predisposizione a attuare politiche liberiste o socialiste, conservative o progressiste." Nel merito suggerisco di fare il test e leggere il manuale "Sei di destra o di sinistra?" Ediplan Editrice Milano, acquistabile sul web.
diego gavagnin

e perché Bersani è. l'unico a poter parlare con i capi di governo stranieri? Quando si rinnoverà mai questa nazione, se bisogna fare due o tre legislature di apprendistato prima di entrare nella stanza dei bottoni? Bersani è i politici della sua generazione hanno fallito completamente e non c'è nessun motivo di dare loro altre prove d'appello. Renzi non sembra aver governato male Firenze e ha diritto ad una prova. Poi se vogliamo tenerci questo disastro, non ci lamentiamo e sono inutili anche gli appelli del tipo Fate presto!

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