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La libertà del comico e quella del pubblico

Maurizio
Crozza ha esercitato a Sanremo tutta la libertà che si è preso – anche tanta –
solo che l'ha impiegata male. Al di là di fischi, applausi, commenti e tweet più o meno negativi, l'importanza che diamo alle vicende di un comico è dovuta alla scarsità di informazione di qualità in tv e nelle
nostre vite, per cui ci appare decisivo per le sorti del paese quel che vien
detto sul palco del Festival della canzone italiana. Un effetto amplificato ad arte per interessi elettorali.
Non
deve essere delegata ad un comico che non fa sempre ridere la critica ai
politici, né l'equidistanza nell'esercitarla. Quando ogni battuta diventa la
misura della par condicio o della denuncia sociale, qualcosa di necessario e
non scontato, significa solo che prima è mancato qualche passaggio fuori e dentro
di noi.
Non
volendolo, il povero Crozza a Sanremo ha svelato proprio questo e dunque ci ha
reso comunque un servizio, dimostrandoci che il giocattolo ogni tanto si rompe
e che tutto il resto dipende da noi.

twitter @rigatells