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Missoni, lo stilista (non alla moda) dei giornalisti

La simpatia l'attirava per quel suo fare così poco da stilista, per i lineamenti profondi dalmati, per la passione pratica per la cultura. Ottavio Missoni non aveva mai studiato a scuola, ma era capace di frasi
come «La lettura ve la raccomando. Io l'ho sempre considerata un
fatto miracoloso, non solo durante la prigionia (quattro anni in Egitto sotto
gli inglesi per aver combattuto sul fronte di El Alamein, anche se lui amava dire
di “esser stato ospite di Sua Maestà Britannica”, ndr), ma in qualunque
momento. Con pochi euro posso passare una serata, dico un nome a caso ma mica
tanto a caso, con il signor Voltaire. Io trovo che sia miracoloso!».
Con «passare una serata», ovviamente, Missoni intendeva leggere. Proprio come Machiavelli diceva di fare con gli antichi, indossando i panni nobili per l'occasione. Così pare di immaginarselo, Missoni, nelle sere che non incontrava gli amici, tra cui Biagi e Bocca (che vestiva), lì a sfogliare un libro nel suo maglione colorato.
In un'intervista per Specchio de La Stampa la nipote Margherita, detta Ita, stesse lettere del soprannome del nonno Tai, ci diceva: «Ai nostri occhi è sempre stato un genio. Per questo,
nonostante la quotidianità, gli sono stati concessi comportamenti come a nessun
altro». E una volta, fu proprio Ottavio Missoni a spiegarci qualcosa di sport e di moda, in fondo le sue grandi passioni oltre la lettura: «Kakà mi piace moltissimo. Ma non mi sento particolare, perché lui piace a tutti. E soprattutto alle signore! Per quel che mi riguarda, sto attento soprattutto a come gioca il calcio. E anche se oramai non mi occupo più di niente che riguardi la moda e non ne sono certo un giudice, un grande calciatore è di moda se i suoi movimenti significano soprattutto armonia e Kakà ne ha da spendere sia come gesti atletici, sia come simpatia che ispira per la sua giovane età. C’è da aggiungere che è la dimostrazione che bastano talvolta pantaloncini e maglietta per risultare eleganti. D’altra parte, le ultime grandi scoperte della comodità sono la T-shirt, le scarpe da tennis e prima ancora i jeans. Una volta ho pensato che per vestire con cattivo gusto non è necessario seguire la moda, però aiuta».

twitter @rigatells