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A tu per tu con Jep Gambardella

Trovarsi di fronte Toni Servillo senza essersi preparati due o tre domande da fargli è un vero peccato. Eppure ci è successo qualche giorno fa al Teatro Piccolo Studio di Milano. Non abbiamo resistito a farci due chiacchiere lo stesso e lui, gentilmente, si è prestato. Iniziamo subito così col descrivere l'attore come persona pacata e gradevole. 
Forse per questa buona disposizione davanti a lui, considerato il numero uno del palcoscenico, poi qualcosa da dire ci è venuta. Per esempio che lo avevamo visto in scena col fratello Peppe al Teatro Mercadante sul porto di Napoli qualche anno fa in Sconcerto. E poi che a forza di stargli davanti a chiacchierare ci rendevamo conto di come lui fosse il protagonista di molti film visti e quanto meno analizzati, in alcuni casi ammirati, rarissimamente criticati: La ragazza del lago, Gomorra, Il divo, Noi credevamo, Il gioiellino, Bella addormentata, Viva la libertà e La grande bellezza. Vi renderete conto, come è successo a noi quasi con meraviglia davanti a lui, che si tratta praticamente del cinema italiano degli ultimi anni. 
E così abbiamo chiacchierato de Il gioiellino di Andrea Molaioli, il nostro preferito, da lui definito come il racconto di una tragedia italiana, il caso Parmalat.  E gli abbiamo chiesto chi fosse il politico di Viva la libertà di Roberto Andò: ha risposto, come spesso succede in questi casi, che era un politico; insomma non importava tanto chi. Infine siamo arrivati a La grande bellezza e non abbiamo nascosto i nostri dubbi (http://francescorigatelli.nova100.ilsole24ore.com/2013/05/la-grande-bruttezza-di-sorrentino.html e http://marilyn.corriere.it/2013/07/20/salviamo-il-soldato-servillo-dal-declino-di-cine-italia/). Servillo ha sorriso quando gli abbiamo detto che ne Il gioiellino ci guadagnava anche lui dall'essere contornato da una storia e da altri attori, tra cui il grande Remo Girone, mentre ne La grande bellezza il suo personaggio Jep Gambardella era un po' solo in quella Roma più o meno autentica. Ha risposto che secondo lui Sorrentino ha fatto un grande lavoro, molto apprezzato all'estero per esempio dagli americani, e che tra qualche anno forse questo sarà più chiaro. Non ci ha convinto, ma ci siamo dispiaciuti quando ci ha rivelato che per ora si dà solo al teatro e né con Molaioli né con Sorrentino sta studiando altri film. Perché più o meno riuscitamente il cinema italiano sono in gran parte loro.

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