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Il quinto potere, un film da vedere

Sbertucciato
da tutti, Julian Assange compreso, Il
quinto potere
 di Bill Condon è un film da vedere. Prima di tutto perché non annoia pur
durando oltre due ore. Poi perché bene o male racconta con bravi attori una
storia che riguarda tutti, ovvero quella di Wikileaks e del suo protagonista, basandosi principalmente su due libri. Quello dell’ex maggiore collaboratore di
Assange e un altro di due giornalisti del Guardian.
Proprio
nel grande quotidiano inglese, nel New York Times e nello Spiegel è girata
parte del film e alle loro redazioni è riconosciuto il ruolo necessario di aver
esaminato e verificato parte dei documenti arrivati in possesso di Wikileaks.
Da
sola l’organizzazione di Assange non ce l’avrebbe mai fatta e proprio intorno a questo
punto si aggirano gran parte delle critiche. Ovvero: è giusto pubblicare una
massa di informazioni governative riservate non verificate? Il film, che ritrae
Assange come privo di scrupoli, lascia aperta la questione e si preoccupa di
mostrare i lati positivi e negativi della sua opera, senza tacerne la portata
storica. Nel finale il protagonista riporta anche le critiche al film e
conclude che sta ad ogni persona informarsi direttamente per scoprire la
verità. Una regola aurea che vale anche su questo caso ancora aperto.

twitter @rigatells