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Prima sfida tv, Cameron batte Miliband nei sondaggi

I detrattori delle campagne elettorali del premier conservatore David Cameron e del suo principale sfidante, il laburista Ed Miliband, da ieri sera hanno un argomento in più. I due politici britannici non hanno infatti entusiasmato alla prima sfida televisiva, messi entrambi in difficoltà da un mastino dell’intervista come Jeremy Paxman. Gli incontri sono andati in diretta su Channel 4 e Sky news. Prima è stato il turno di Cameron e poi di Miliband. I due non si sono mai incontrati e sono stati sottoposti uno dopo l’altro oltre che al botta e risposta con il conduttore anche alle domande dal pubblico, selezionato su base demografica e per intenzioni di voto, moderate dalla giornalista Kay Burley.
Secondo un sondaggio successivo Icm su 1123 persone per il 54 per cento ha vinto Cameron e per il 46 Miliband. Da notare che per le persone fino a 34 anni ha prevalso invece Miliband, precisamente con il 51 per cento nella fascia 18-24 anni e con il 55 in quella 25-34. L’84 per cento ha confessato di non aver cambiato idea dopo il dibattito. E per la restante parte, il 56 per cento ha rivelato di spostarsi verso i laburisti, solo il 30 verso i conservatori. Per le preferenze ai partiti in assoluto, i conservatori hanno totalizzato il 26 per cento, i laburisti il 36, l’Ukip euroscettico l’11, i Liberal democrats e lo Scottish national party il 4 pari merito.
Tra gli argomenti di maggior interesse, i particolari sui tagli al welfare promessi da Cameron, la difficoltà nel limitare l’immigrazione, la creazione di posti di lavoro e la caratura di leader di Miliband, che ha smentito di essere un «north London geek» e rivendicato di aver influito nella decisione britannica di opporsi a Obama nel bombardare la Siria. Impietoso, nel finale, Paxman dopo averlo messo alle corde gli ha domandato: «Are you ok, Ed?».
L’incontro è avvenuto in questa modalità perché il primo ministro in carica, ritenendosi in vantaggio, si è rifiutato di affrontare il principale sfidante da solo, così il 2 aprile si terrà un altro dibattito su Itv moderato da Julie Etchingham con tutti gli altri candidati. Oltre a Cameron e Miliband, ci saranno Nick Clegg dei Liberal democrats, Nigel Farage dell’Ukip euroscettico, Nicola Sturgeon dello Scottish national party, Natalie Bennet dei Verdi e Leanne Wood di Plaid Cymru indipendentista del Galles. Ogni politico potrà rispondere senza essere interrotto a una domanda del pubblico, selezionato su base demografica e per intenzioni di voto. Poi si passerà al dibattito tra i candidati.
Altro appuntamento il 16 aprile, quando Bbc trasmetterà lo scontro tra gli oppositori condotto da David Dimbleby. Ovvero tra tutti i nomi del dibattito del 2 meno Cameron e Clegg, che hanno formato un governo di coalizione. Infine il 30, sempre su Bbc, Cameron, Miliband e Clegg risponderanno alle domande del pubblico prima del voto del 7 maggio. Una delle elezioni più importanti dal dopoguerra perché in gioco sono gli affari interni dopo il referendum di settembre sull’indipendenza della Scozia, fallito ma ancora scottante, e gli affari esteri con l’eterna indecisione britannica sulla propria collocazione europea. In caso di riconferma, Cameron al contrario di Miliband ha promesso di indire un referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Ue. Una mossa che secondo gli analisti è soprattutto un tentativo di arginare la crescita dell’Ukip, quando per molti uno scenario post elezioni è una coalizione tra conservatori e laburisti per tenere lontani dal potere euroscettici e nazionalisti scozzesi.

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