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Duetto inaspettato di attori e personaggi

Lo stagista inaspettato, The intern in lingua originale, è uno di quei film che creano un ambiente da cui a fine spettacolo si esce malvolentieri. Merito della regista Nancy Meyers, non a caso sceneggiatrice in passato di commedie capolavoro come Il padre della sposa e alla regia di pellicole riuscite come What women want. E merito pure di due attori straordinari ma di generazioni diverse, Anne Hathaway e Robert De Niro, la cui collaborazione è un esempio di quel che accade anche nel film. E veniamo a questa storia di amicizia e di stile.
Inizia e finisce con un parco verde, che già suggerisce molto. Ben è un vedovo pensionato che non ha perso fiducia nel sogno americano: «Pioggia o sole io alle 7,15 sono da Starbucks». Sa che uscire di casa può portare meglio che starsene in poltrona e un giorno, per sentirsi ancora parte di qualcosa, si candida come stagista senior per una società di e-commerce di Brooklyn: «Ci ho sempre vissuto, ma non mi sento più abbastanza fico per starci».
Tutto quello che gli succede è un ritratto sociologico di come cambia il lavoro: carica un video per il curriculum, va in uno spazio ex industriale recuperato, che si scopre essere l’ex azienda di superati elenchi del telefono dove ha lavorato per 40 anni, fa colpo sulla massaggiatrice aziendale interpretata da Rene Russo.
Viene fuori che Jules, la fondatrice della startup, ha bisogno di lui. Il che la dice lunga sulla contraddizione per cui oggi ai vertici di aziende tecnologiche si trovino persone brillanti ma a volte inesperte nella gestione. Inoltre il marito di lei ha lasciato il lavoro per fare il padre casalingo, il che crea il disappunto anziché il sostegno delle altre mamme della scuola tranne una…
Ma niente paura. C’è lo stagista inaspettato. Uno che mette ancora due sveglie analogiche per essere sicuro di arrivare puntuale, uno con la cabina armadio, le cravatte e il fazzoletto di stoffa: «Il primo motivo per portarlo è per prestarlo».
«Le ragazze – gli fa eco lei – sono diventate donne, gli uomini sono rimasti ragazzi. Questo è un problema, nel quadro generale». E «Gli uomini si vestono come dei ragazzini». Stoccata finale di Jules/Anne Hathaway con accanto Ben/Robert De Niro in giacca, cravatta e brillantina: «Com’è che in una generazione gli uomini sono passati da Jack Nicholson e Harrison Ford a…», e indica i giovani stagisti/attori in t-shirt e spettinati.
Come avrete capito il film è pieno di riferimenti contemporanei, battute gustose e addirittura scene esileranti. Si ride di gusto in più punti e ci si commuove pure. E’ un lavoro completo, un esplorazione delle relazioni possibili tra generazioni, un tributo allo stile dei padri generosi e un riconoscimento al talento giovanile e femminile. Tutto questo avviene nella storia come nel cast tra due personaggi e attori di età diverse ma perfetti insieme. Non staremo qui a elogiare un ritrovato De Niro, ma va detto che Anne Hathaway si consacra come la nuova Julia Roberts, stile Notting Hill, nel senso che nessuno incanta come lei nelle commedie ed è per questo, del resto, che la scelgono.

twitter @rigatells